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PERCORSI DI ALTERNANZA
SCUOLA LAVORO

 

IL CONTESTO NORMATIVO

Le riforme introdotte nel nostro sistema scolastico negli ultimi quindici anni hanno spostato l’attenzione dalle sole discipline alle competenze, sottolineando sia l’interazione fra la dimensione teorica e quella pratica, che l’importanza del coinvolgimento emotivo della persona. In questo contesto si sono affermate le esperienze di tirocini formativi, stage  e di alternanza di formazione fra scuola e lavoro che,  fin dal 2003 (1), ha consentito di realizzare percorsi scolastici  in  convenzione con  imprese o con  enti  pubblici e privati, inclusi quelli del terzo settore, disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di apprendimento in situazione lavorativa, che non costituiscono però rapporto individuale di lavoro (2).

L’alternanza scuola-lavoro diventa obbligo di legge a partire dal corrente anno scolastico (3) per tutti gli studenti delle classi terze del secondo ciclo di istruzione, con una differente durata rispetto agli ordinamenti: 400 ore negli istituti tecnici e professionali e 200 nei Licei. Non si tratta dunque di un  progetto, ma di una modalità didattica da inserire nel Piano Didattico Triennale dell’Offerta Formativa, in accordo con il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei:

I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché egli si ponga, con atteggiamento razionale, creativo, progettuale e critico, di fronte alle situazioni, ai fenomeni e ai problemi, ed acquisisca conoscenze, abilità e competenze sia adeguate al proseguimento degli studi  di ordine superiore, all’inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro, sia coerenti con le capacità e le scelte personali (4).

In particolare: il percorso del liceo scientifico è indirizzato allo studio del nesso tra cultura scientifica e tradizione umanistica. Favorisce l’acquisizione delle conoscenze e dei metodi propri della matematica, della fisica e delle scienze naturali. Guida lo studente ad approfondire e a sviluppare le conoscenze e le abilità e a maturare le competenze necessarie per seguire lo sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica e per individuare le interazioni tra le diverse forme del sapere, assicurando la padronanza dei linguaggi, delle tecniche e delle metodologie relative, anche attraverso la pratica laboratoriale (5).

D’altro canto, anche gli orientamenti europei in materia di formazione ed istruzione sollecitano la scuola a porre l’accento su obiettivi quali la cittadinanza attiva, lo sviluppo personale e il benessere, la promozione di abilità trasversali necessarie ai giovani per costruire nuovi percorsi di vita e lavoro, fondati su uno spirito auto-imprenditivo e flessibile, attento ai cambiamenti del mercato del lavoro, cui sempre più inevitabilmente dovranno far fronte nell’arco della loro carriera.

FINALITÀ

Queste, in sintesi, le finalità:

  • attuare modalità di apprendimento flessibili ed equivalenti-sotto il profilo culturale ed educativo- agli esiti dei percorsi del secondo ciclo, collegando sistematicamente la formazione in aula con l’esperienza pratica;
  • arricchire la formazione acquisita nei percorsi scolastici e formativi con l’acquisizione di competenze spendibili anche nel mercato del lavoro;
  • favorire l’orientamento dei giovani per valorizzarne le vocazioni personali, gli interessi e gli stili di apprendimento individuali;
  • realizzare un organico collegamento delle istituzioni scolastiche con il mondo del lavoro e la società civile, che consenta la loro partecipazione attiva nei processi formativi;
  • correlare l’offerta formativa allo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio

ANALISI DEL CONTESTO INTERNO ED ESTERNO

A partire dall’anno scolastico 2015-2016 336 studenti delle classi terze del nostro Istituto saranno coinvolti in questa attività didattica che, a regime, nell’anno scolastico 2017/2018, riguarderà oltre 900 studenti. L’impatto di tale innovazione sull’organizzazione della didattica genera non poche preoccupazioni:

– la mancanza di adeguate risorse economiche, che depotenzia in partenza l’innovazione  introdotta,  affidando di fatto   al volontarismo dei singoli l’efficacia degli interventi;

-la stanchezza dei docenti, oberati da nuovi compiti e responsabilità a cui non corrispondono né la gratificazione economica, né il riconoscimento professionale e culturale del ruolo svolto.

D’altro canto, il nostro liceo è posto di fronte ad una scelta ineludibile: adempiere burocraticamente al dettato della legge, o cogliere questa opportunità per valorizzare e potenziare un aspetto che contraddistingue da tempo  la nostra offerta formativa: l’integrazione con il territorio.

 Intendiamo invece cogliere la portata innovativa che questa riforma comporta sul piano metodologico e didattico, con  un’evidente  ricaduta:

–  sul versante dei saperi

  • maggiore integrazione fra cultura umanistica e scientifica, fra saperi teorici e pratici, fra conoscenze disciplinari ed interdisciplinari;

– sul versante della didattica

  •  percorso formativo incentrato sull’alunno, sull’individualità e sulla globalità della sua persona, includendo anche l’ambito dei comportamenti personali e sociali;
  • metodologia che pone al centro le competenze, coniugando conoscenze e capacità;
  • metodologia che valorizza la dimensione laboratoriale, la cultura del fare e  dello sperimentare;
  • nuova relazione educativa, in cui l’insegnante non si limita a trasferire conoscenze, ma si pone come guida in grado di porre domande e di sviluppare strategie per risolvere problemi.

RISULTATI ATTESI

Sul piano formativo

Attraverso la conoscenza diretta del mondo del lavoro, delle sue dinamiche, delle competenze che richiede, gli studenti saranno stimolati a scoprire la propria vocazione personale e a confrontarsi con l’operatività ed un sapere pratico, fondato sull’esperienza. Sotto questo profilo, l’ambiente del lavoro si offre come naturale luogo di apprendimento di quelle competenze di cittadinanza che il lessico aziendale declina in una variegata gamma di softskills -o lifeskills- oggi indispensabili nel mondo del lavoro:

  • Acquisizione delle competenze chiave dell’apprendere in autonomia (imparare ad imparare, acquisire e interpretare informazioni, individuare collegamenti e relazioni);
  • Acquisizione delle  competenze  chiave  dell’interagire  in   vari  contesti (comunicazione interpersonale e team working);
  • Acquisizione delle competenze chiave dell’essere imprenditori di se stessi (problem solving, progettazione, autonomia e responsabilità nelle azioni).

Sul piano cognitivo

L’obiettivo è quello di integrare, potenziare ed arricchire il curriculo tradizionale attraverso le opportunità fornite dall’extrascuola, rimanendo, tuttavia, nell’ambito del profilo educativo e culturale definito dal nostro indirizzo di studi. Per questa ragione, la progettazione dell’anno scolastico in corso offre un ventaglio completo di possibilità, con un sostanziale equilibrio fra le tre aree che contraddistinguono l’impianto del liceo scientifico: scientifico-matematico-tecnologica, linguistico-comunicativa e storico-umanistica. Trattandosi tuttavia dell’anno di avvio della progettazione, non abbiamo voluto rinunciare né all’opportunità di esplorare ambiti di conoscenza assenti nel nostro indirizzo di studi, né a quella di potenziare l’area trasversale delle competenze organizzative e relazionali.


(1) L. 53 del 28/3/2003 e D. Lgs. N.77 del 15/4/2005
(2)  Art.4 D.Lgs. 15 aprile 2005, n. 77
(3) Legge n. 107 del 13 luglio 2015 ,commi 33-44
(4) D.P.R. 89/2010, art. 2 comma 2 del Regolamento recante “Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei, ai sensi dell’art.64, comma 4 del D.L. 112/2008, convertito in L. 133/2008
(5)  art. 8 comma 1